Alterno piacere
del
lasciarsi andare
tra i flutti
del giorno
e la risacca del sonno
Soffici le
lenzuola
abbracciano
ricordi diurni
che si
assottigliano sul cuscino
in immagini di sogno
Quando un richiamo
lontano
impercettibile
sirena
si insinua
lentamente
subdolo nel mio inconscio
Sordida
zanzara
dall’isterico
olfatto
che irrompi
nel mio limbo
con ematofaga avarizia
Infetta
vittima della dipendenza
la stessa
vita ti rese ceca
nel
protrarsi dell’astinenza
la cecità ti rende bieca
La tua sinuosa
danza
è il mio nevrotico
tormento
la tua sontuosa
fame
alimenta il mio lamento
Tutto il
senso della tua vita
nel valore di
una mia notte
tu per
necessità
io per insofferenza
E la smania
della mia pace
diviene
brama della tua fine
per
conquistare un infinito silenzio
in un’infinitesima guerra