Era da tanto che non passavo da queste parti.Per incostanza, per insofferenza principalmente.
Oggi guardo questo blog e ne traggo un movente diverso da quello che era stato.
Che strani i blog, fino a qualche tempo fa sconosciuti diari nascosti in qualche cassetto, in qualche tempo, in quale spazio ed ora, spazzatura trabordante dai cassonetti nella quale si vomitano impressioni, sensazioni, disquisizioni e porca trota… giudizi universali!
Impressionante il mondo che abbiamo dentro e che vogliamo ipocritamente nascondere in uno spazio che abbiamo battezzato nostro, sapendolo indissolubilmente disposto alla tramontana degli sconosciuti autostoppisti del web, che vivono su spazi e di vite altrui.
Così intimo, così egoicamente elargito al mondo.
Come se le nostre perle di saggezza fossero impresse per sempre in un testamento morale che galleggia insieme ad altre milioni di bottiglie in attesa che qualcuno, su una spiaggia dall’altro lato di questo immenso oceano, possa riconoscersi e riconoscerci.
Un po’ di solitudine, un po’ di esibizionismo, un po’ richiesta d’aiuto, un po’ vincere la timidezza, un po’ maschera, un po’ verità.
Un po’ di noi, forse come non lo avremmo mai pensato.