Signori scusate. Volevo, nonostante tutto, tirare le somme in modo positivo... dopo gli improperi sul Natale, dopo aver screditato il canuto e beneamato omonimo Babbo, dopo aver sgrullato, con le briciole di panettoni vari, ogni residuo di questa posticcia (voi continuate a chiamarla così) festività, dopo che la presunta gioia, le palline, le lucine, le stelline, i regalini, i messaggini, .... , hanno cancellato almeno per qualche giorno, la tristezza dei nostri occhi che riflettono senza pietà il grigio riflesso del plumbeo cielo de sti tempi bigi, dopo che una coltre di cartine stagnole colorate e carte da regalo strappate vengono giù, dopo che anche la carta crespa delle montagne di Betlemme si è ammollata con il muschio umido del boschetto dietro l'angolo, dopo che la novità dei regali (notare: non i regali) sbiadisce, non riuscendo più a colmare quell'enorme vuoto in cui il silenzio riecheggia come il più assordante dei lamenti e ti ricorda che il Natale in fondo non ti ha cambiato un cazzo e mai lo farà... dopo tutto questo, insomma, io ci ho comunque brindato sopra (ognuno al suo brindisi dà il suo significato) con il vino che sembra aver conquistato definitivamente il cuore e il palato di noi, gente speranzosa di Villa Fiorita.
PS: occhio all'etichetta!

